Fortuny

Una storia d’arte e di tessuti che continua ancora oggi

Ci sono posti a Venezia che sembrano segreti, inaccessibili. Uno di questi è l’atelier Fortuny della Giudecca. Da qualche anno però la famiglia Riad, proprietaria dell’azienda dal 1988, ha deciso di aprire le porte al pubblico rendendo possibile la visita dello showroom per scoprire le rinomate stoffe ed i nuovi prodotti finiti. E altresì possibile, ma questa solo previo appuntamento, la visita dei giardini segreti appartenuti alla Contessa Elsie Lee Gozzi.

Mariano Fortuny, nacque da una famiglia di rinomati artisti a Granada, in Spagna, l’11 maggio 1871. Si trasferì con la madre e la sorella a Parigi, ove prese lezioni di pittura con Benjamin Constant e di scultura nell’atelier di Rodin. Fu nella capitale transalpina che si rivelò il suo talento artistico. Nel 1889 si mosse a Venezia ove rimase per il resto della sua carriera artistica, nonostante i frequenti viaggi all’estero. Fin da adolescente, Mariano era animato da un’industriosa creatività, che lo rese prolifico in diverse discipline artistiche: pittore, incisore, rilegatore, scultore, fotografo, architetto e inventore. La moderna definizione di “artista” non è abbastanza esauriente per descriverlo adeguatamente : realizzava da solo i propri colori e tinture, e fabbricava i pennelli coi quali soleva dipingere. Con la “cupola Fortuny” rivoluzionò l’illuminazione scenica e la scenografia teatrale, mettendo a frutto le proprie teorie sulla luce indiretta e diffusa.

Nel 1897, a Parigi, Fortuny incontrò la sua musa, Henriette Negrin. Cinque anni più tardi, nel 1902, Henriette si trasferì a Venezia, a Palazzo Orfei, nella sua casa-atelier. Il supporto incondizionato di Henriette fu fondamentale per la fioritura artistica di Mariano, che fece il suo ingresso nel mondo della moda nel 1907 con il Delphos, un abito in finissimo plissé di seta e perle di vetro, elegante e versatile, molto amato negli anni a venire dalle nobildonne di mezzo mondo.

In quello stesso periodo, Fortuny iniziò a Palazzo Pesaro Orfei (oggi Museo Fortuny) a lavorare ai tessuti che vengono prodotti ancora oggi nella fabbrica della Giudecca. Il processo produttivo di tali stoffe fu il coronamento delle sue competenze ingegneristiche, cromatiche, artistiche e progettuali, unite in una manifestazione di puro genio artistico.

Fortuny coltivò la propria intramontabile passione per le belle arti ed il design fino alla morte, che lo colse nella sua dimora veneziana il 2 maggio 1949.

I leggendari tessuti di Mariano Fortuny, caratterizzati da una durata straordinaria e da una versatilità e bellezza quasi mistica, divennero presto famosissimi ed inimitabili. Per le tinture ed i pigmenti Fortuny utilizzava formule di sua propria creazione, basate sulle antiche tecniche dei grandi maestri, riuscendo a conferire ai materiali un aspetto di autentica antichità. I suoi contemporanei lo applaudirono a livello internazionale, affermando che i suoi lavori trascendevano ogni possibile descrizione. Le creazioni di Fortuny erano così enigmatiche da suscitare spesso voci che insinuavano il ricorso alle arti magiche ed alla stregoneria.

Nel 1927, l’arredatrice americana Elsie McNeill Lee rimase incantata dalla bellezza dei tessuti Fortuny, esposti al Museo Carnavalet di Parigi. Intuendo che si sarebbero potuti vendere con successo ai decoratori ed arredatori statunitensi, si recò a Venezia per incontrarlo. Lo convinse e, con il suo showroom di New York, divenne distributrice esclusiva per il Nord America dei tessuti e dei capi di abbigliamento Fortuny.

Dopo la scomparsa di Fortuny, Elsie lo sostituì nella direzione operativa della fabbrica, dietro insistenza della vedova dell’artista. Ella era infatti l’unica persona a conoscere a fondo tutti gli aspetti, creativi, tecnici e commerciali dell’attività. In seguito al matrimonio con un conte veneziano, divenne nota come contessa Elsie Lee Gozzi. I suoi straordinari sforzi e la sua indefessa volontà di conservare elevati gli standard di produzione Fortuny contribuirono ad assicurare la continuità dell’attività della fabbrica tessile e del lavoro di Fortuny. Nel 1988 la Contessa Gozzi affidò la società al proprio amico e confidente, Maged F. Riad, per morire alcuni anni dopo, nel 1994. Da allora la famiglia Riad è la sola rispettosa custode dell’eredità produttiva di Fortuny.

Edificata sull’isola della Giudecca di Venezia, dove un tempo sorgeva l’antico convento di San Biagio, chiuso in epoca napoleonica, la fabbrica Fortuny fu inaugurata nel 1921.

I proprietari non hanno voluto abbandonare l’isola perché solo la realtà veneziana, le sue temperature, la sua umidità, regalano ai tessuti Fortuny le loro particolarissime caratteristiche e le loro mille sfumature.

Negli ultimi tempi, da una parte per accontentare il turista che vuole un piccolo ricordo di Fortuny e dall’altra per provare a lanciare nuove tendenze, l’offerta Fortuny si è arricchita di nuovi oggetti di raffinato artigianato.

Ne sono un esempio i cuscini dell’ultima collezione disegnata dal designer Pietro Lunetta, confezionate con stoffe Fortuny dalle detenute del vicino carcere femminile della Giudecca. L’obiettivo è di dare competenze e nuova professionalità a queste persone, per permettere loro un inserimento più rapido nel mondo del lavoro una volta scontata la pena detentiva. L’offerta di prodotti finiti si completa con scatole decorative ricoperte di stoffa, candele da interni, ombrelli, lampade da tavolo e lampadari realizzati da famose vetrerie muranesi.

Altra interessante novità è la realizzazione del mosaico in tessuto, il primo brevetto di Fortuny dopo la morte del suo fondatore : con tessere da 1 o 2 centimetri, vengono realizzate le quadrotte numerate, che una volta posate comporranno il design desiderato dal cliente.

Bellissimo il giardino privato con piscina, fatta realizzare negli anni ’70 dalla stessa Contessa Gozzi per i suoi ospiti internazionali, con pareti e scalini in mosaico azzurro, questi ultimi a forma di ninfee. Il tutto delimitato da eleganti spogliatoi di marmo bianco e mattoni, disposti a semicerchio nel lato corto della piscina, di spalle al vicino Rio delle Convertite. Oggi Tudy Sammartini e l’Arch. Ilaria Forti si occupano del mantenimento del giardino, assieme a Robert, il giardiniere. Magnolie, cipressi, glicine, tuie e persino una sophora nipponica ne delimitano gli spazi, proteggendolo da sguardi indiscreti. Fauni e figure mitologiche dall’alto dei loro piedistalli ammirano una miriade di rose bianche rampicanti, con camelie, pervinche ed erbe aromatiche, ricreando un moderno ambiente arcadico. Anche il clima è idilliaco grazie all’edificio della fabbrica che impedisce al vento del nord d’infiltrarsi tra le piante.

 

 

 

 

Indirizzo
Giudecca 805, 30100 Venezia
Telefono
+39 041 5287697
Sito Web
www.fortuny.com
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