Imbarcazioni veneziane

Dalla gondola alla caorlina

Venezia è una città in cui si può circolare a piedi, oppure in barca. Per questo motivo sono moltissime le tipologie di imbarcazioni che si sono utilizzate nel corso degli anni. La più nota è ovviamente la gondola, la cui caratteristica più importante è il fatto che la chiglia non è rettilinea ma curva verso destra, in modo tale che l’imbarcazione galleggia molto inclinata sulla destra. Questo permette di controbilanciare la spinta dell’unico remo che tenderebbe a portarla verso sinistra.

Tra le altre imbarcazioni a remi c’è il sandolo che ha molteplici varianti per adattarlo ai più svariati usi, dalla pesca, alla regata, alla caccia e al trasporto di persone. La batela è una barca da carico utilizzata per il trasporto di materiali edili; la caorlina, impiegata per la Regata Storica, ha poppa e prua tonde e simmetriche e dotate di aste a mezzaluna dall’estremità verticale, con fianchi paralleli, capiente senza per questo risultare sgraziata. 

Molte grosse imbarcazioni,la più famosa delle quali è il burcio, erano impiegate nel traffico sui fiumi che sfociavano in laguna, da dove arrivavano tutte le merci prodotte nelle regioni confinanti e vi ritornavano i prodotti acquistati a Venezia.
Tra le imbarcazioni da mare, invece va ricordato il bragosso, la barca da pesca più diffusa sull’alto Adriatico per tutto l’Ottocento e la prima metà del Novecento. Fino all’avvento del motore, con il quale ha cercato di convivere per un po’ di tempo, si era dimostrata perfetta per la pesca in quell’area.
Ci sono infine le imbarcazioni storiche che fecero grande la Serenissima Repubblica, suddivise in base alla loro forma in navi tonde e navi sottili. Vanno ed esempio ricordate le galee in cui l’equipaggio dei vogatori era formato inizialmente da uomini liberi salariati per il viaggio, ma poi, a causa della scarsità di volontari, si ricorse agli equipaggi di condannati che scontavano la pena vogando.
Molto famosa è il Bucintoro, di cui furono costruiti almeno quattro esemplari simili tra loro nel corso dei secoli. Durante la cerimonia dello sposalizio con il mare il Doge, arrivato all’imboccatura del porto del Lido, gettava in acqua l’anello che simboleggiava il matrimonio di Venezia con il Mare.